Santa Maria in Trastevere Nel cuore di Trastevere il più popolare quartiere di Roma, sorge nell’omonima piazza, la basilica di S. Maria in Trastevere. Papa Giulio I (337-352) edificò, ampliando una domus ecclesiae, la basilica dedicata alla Madonna. Molti i restauri e le modifiche che furono applicati dai vari papi che si successero. Gregorio IV (827-844) rifinì la chiesa con numerosi arredi decori, costruì il ciborio, eresse il presbiterio, la schola cantorum e l’iconostasi. Con Benedetto III (855-858) edificò il portico, il battistero e restaurò l’abside crollata in seguito al terremoto del 847. Innocenzo II (1130-1143) ordinò un totale restauro visto che la basilica era in rovina, furono utilizzati per lo più materiali provenienti dalle Terme di Caracalla. Durante il pontificato d’Eugenio III (1145-1153) fu costruito il campanile romanico. Nel ‘500 il cardinale Altemps fece demolire la schola cantorum e fece realizzare delle cappelle laterali, fece anche costruire la cappella per la sua famiglia. Nel 1617 il Domenichino dipinse nell’ottagono centrale l’Assunta, sempre lui disegnò il soffitto ligneo a lacunari dipinti e dorati. La Cappella Avila d’Antonio Gherardi, favolosa opera del barocco romano. Molti sono i richiami allo stile con in più il genio del Gherardi. Stupendi i giochi di luce le ombre le mezze tinte, linee spezzate e prospettive e stucchi bianchi decorativi.
Nel ‘700 Carlo Fontana fece delle variazioni sulla facciata e sostituì le finestre già esistenti con un’apertura quadrata. Nel ‘800 la basilica fu restaurata e riportata alle forme romaniche del periodo di Innocenzo II. Furono riaperte le finestre e restaurati anche i mosaici. All’interno furono riportate alla luce le ventuno colonne di granito con capitelli ionici e corinzi che delimitavano le navate, sulle quali fece appoggiare direttamente la cornice della trabeazione, sostenuta da mensole ricavate da frammenti marmorei. Splendido anche la pavimentazione cosmatesca. La scritta fons olei posta su di uno scalino alla destra del presbiterio, ricorda un’altra legenda che narra di un getto d’olio che sgorgò per molte ore da quel punto della scalinata, ciò accadde nel 38 a.C., quell’evento fu interpretato come segno premonitore della nascita di Cristo. |